Emozioni e design

Secondo molti studiosi della cognizione umana le emozioni si formano in seguito all’elaborazione di tre dimensioni:

  • Viscerale. In questa parte ci sono quei processi biologici con carattere automatico e precablato determinati dalla percezione;
  • Comportamentale. È la zona che controlla, dandone valore, la maggior parte delle azione umane dunque tutte le attività abitudinarie eseguite (esperienza);
  • Riflessivo. E’ la dimensione contemplativa del cervello, in cui avvengono tutte le operazioni che richiedono un’attività di pianificazione (pensiero).

Queste dimensioni dell’emozione sono continuamente in conflitto tra loro, interagendo e «modulandosi reciprocamente». I processi dal livello più basso a quello più alto sono guidati dalla percezione, mentre quelli diretti dall’alto verso il basso sono attivati dal pensiero. Le emozioni hanno un ruolo determinante nella nostra vita, poiché ci aiutano nel loro processo decisionale.

 

Le emozioni modificano il nostro comportamento in un arco di tempo breve, poiché sensibili agli eventi immediati a differenza di quanto avviene per gli stati d’animo, i tratti caratteriali e la personalità di una persona, che hanno una durata ampia e prolungata nel tempo. Le emozioni durano poco e suscitano stati positivi o negativi.
Nella realizzazione di sistemi interattivi entrambi gli stati sono necessari; le emozioni positive facilitano i processi di apprendimento e più in generale la curiosità rispetto ad un determinato aspetto. Un affezione positiva espande i processi intellettivi favorendo il pensiero creativo. In uno stato d’affezione negativo, invece, i processi cognitivi si contraggono e ci permettono di concentrarci esclusivamente sugli aspetti connessi ad un problema.

 

Queste emozioni non consentono di valutare modi alternativi per svolgere un’attività, tuttavia, gli stati negativi si rivelano utile in situazioni di pericolo canalizzando l’attenzione su un’unica questione. Partendo dalla comprensione delle attività un buon processo di design stabilisce quali aspetti del sistema affettivo enfatizzare in ogni compito.

 

Un’affezione negativa è necessaria quando i compiti sono abitudinari e non richiedono un particolare processo creativo . Viceversa per attività che necessitano decisioni, in cui è richiesto un pensiero creativo, è più appropriato suscitare emozioni positive in grado di espandere i processi intellettivi della cognizione.
Come precisa Norman «i tre livelli di elaborazione dell’affezione portano alle tre forme di design corrispondente […]. Ciascuno gioca un ruolo critico nel comportamento umano e svolge un ruolo parimenti critico nel design, nel marketing e nell’uso del prodotto».

Il design viscerale è quello fisico. Riguarda le reazioni iniziali e si osserva agevolmente mettendo le persone di fronte ad un oggetto e valutando le reazioni. Gli aspetti viscerali del design sono legati ad elementi come aspetto, forma, struttura dei materiali, peso. Il design viscerale riguardano, quindi, le impressioni iniziali, l’impatto immediato che segna l’inizio del processo di affezione ed i primi giudizi sull’esperienza d’uso. Queste valutazioni sono correlate a comportamenti subconsci, senza un processo di elaborazione, perché le informazioni sono già presenti nell’apparato percettivo umano.

 

Il design comportamentale è influenzato, invece, dall’uso dell’oggetto e dalla conseguente piacevolezza ed efficacia che ne deriva nello svolgimento di un’attività. Non è tanto la logica comunicativa, ma piuttosto la prestazione. Questo è l’aspetto su cui si concentrano i test di usabilità. Il design comportamentale riguarda aspetti come la funzione, comprensibilità, usabilità è sensazione fisica rispetto al compito. Il livello comportamentale si basa sul piacere, sulla prestazione e dunque sull’efficacia d’utilizzo. Nel sistema affettivo umano il livello comportamentale dell’emozione è il luogo ove risiedono la maggior parte delle informazioni e dei giudizi che ci permettono di agire quotidianamente con un comportamento da esperto. Anche in questa dimensione, dunque, le nostre opinioni si formano in modo automatico e subconscio senza un processo vero e proprio di elaborazione dell’informazione.

 

Il design riflessivo è legato al messaggio, alla cultura e al senso. Da un lato riguarda la realtà, dunque, il significato dell’oggetto dall’altro concerne la proiezione mentale che noi abbiamo dell’oggetto stesso. Il design riflessivo è influenzato dalla conoscenza, dall’apprendimento e dalla cultura. Determina l’impressione generale di un prodotto, contenendo in sé il concetto personale di bellezza. Il bello riguarda qualcosa che va al di là della superficie derivando dalla riflessione e dall’esperienza cosciente. Mentre i livelli viscerali e comportamentali hanno a che fare con l’adesso, il presente; la dimensione riflessiva riguarda invece l’esperienza a lungo termine. Nel livello riflessivo riflettiamo sulle nostre azioni attraverso un comportamento conscio che favorisce l’apprendimento di nuove idee e concetti.