La memoria

La memoria è un processo cognitivo flessibile che articola contemporaneamente più livelli di conoscenze. Richiede il recupero di forme differenti di saperi che ci consentono di agire in modo pertinente nei contesti.

Più attenzione viene prestata su qualcosa maggiori sono i dati processati e confrontati con le conoscenze immagazzinate, dunque memorizzate. Don Norman individua due modalità principali di conoscenza: ‘conoscenza del di’ e ‘conoscenza del come’.


Conoscenza del di
E’ dichiarativa, riguarda la comprensione di fatti e regole come ad esempio fermarsi al semaforo rosso oppure rispettare le regole di un gioco. Viene appresa facilmente così come abbastanza semplice è insegnarla.


La conoscenza del come 
E’ procedurale, in larga misura è legata al subconscio, dunque a saperi e competenze latenti che si adottano in diverse circostanze automaticamente.

Questa conoscenza è molto complessa ed è molto difficile concepirla per iscritto. Il modo migliore per tramandarla è attraverso la dimostrazione. Questa conoscenza, per essere acquisita, richiede pratica ed esperienza.

Nelle psicologia cognitiva si distinguono due tipologie di memoria: memoria a breve termine e memoria a lungo termine.


Memoria breve

La memoria a breve termine si interessa agli stimoli dati dalla percezione. Le informazioni sono conservate automaticamente, ritrovarle non comporta alcuno sforzo, anche se la quantità immagazzinabile è molto limitata.

Quando sono elaborate in modo conscio, entrando nel processo d’attenzione, l’informazione svanisce nel giro di pochi secondi, per cui basta per far scomparire queste informazioni.
La memoria a breve termine è fondamentale per eseguire i compiti quotidiani che richiedono un comportamento rapido e da esperto (come ad esempio schiacciare una sequenza di tasti per avere una parola scritta sullo schermo).

Questa area della memoria, dunque, è strettamente connessa agli aspetti subconsci del comportamento umano, eseguiti senza un processo vero e proprio di elaborazione delle informazioni. La progettazione di interfacce, quindi, deve tendere a diminuire il carico cognitivo della memoria a breve termine, creando operazioni automatiche che poggiano sulle nostre capacità subconscie.


Memoria a lungo termine

La memoria a lungo termine è quella del passato. Ci vuole tempo per conservare le informazioni ed un grande sforzo cognitivo per tirarle fuori.

Nella memoria a lungo termine sono immagazzinate le esperienze secondo la propria soggettività, influenzate da distorsioni e meccanismi cognitivi personali che si sovrappongono alla realtà delle cose.
Attingere informazioni dalla memoria a lungo termine richiede un comportamento conscio in cui l’attenzione è canalizzata su un singolo aspetto.

Nell’utilizzo di un’interfaccia, la memoria a lungo termine deve essere sollecitata esclusivamente dagli effettivi compiti da eseguire; spesso, invece, le interfacce di applicazioni e programmi richiedono attenzione su come fare una cosa, distraendo l’utente dal suo compito.