La percezione visiva

La percezione umana raccoglie informazioni dall’esterno attraverso i sensi. Sono processi che coinvolgono aspetti della cognizione quali la memoria, l’attenzione e il linguaggio. Per gli esseri umani la vista è sicuramente il senso dominante.

 

Secondo l’approccio costruttivista la vista è un processo attivo, cioè quando si osserva qualcosa non abbiamo una replica esatta dell’oggetto ma una rappresentazione costruita dal sistema percettivo secondo le conoscenze immagazzinate con l’esperienza.

 


 

Sono tre gli elementi che contribuiscono alla formazione di un’immagine: la forma, il colore ed il movimento.

 

Le ricerche sulla forma sono state inaugurate dalla psicologia sperimentale Gestalt che ha individuato sei principi:

  • Legge della somiglianza. Tra elementi diversi di forma, la percezione visiva raccoglie in gruppi gli elementi che sono simili tra loro;
  • Legge della vicinanza. Le forme di un insieme sono raccolte come unità conformi alla minima distanza, a parità di altre condizioni;
  • Legge della curva buona. Le parti di una figura che formano una curva o che seguono la stessa direzione si costituiscono in insieme più facilmente di altre;
  • Legge della buona forma. Il campo percettivo si segmenta in modo tale che ad ogni immagine risultino entità quanto più possibili equilibrate ed armoniche costituite da un’unica forma in tutte le sue parti;
  • Legge dell’esperienza. L’esperienza e quindi le informazioni immagazzinate nella memoria delle persone condizionano la percezione visiva modellando la forma e la profondità degli oggetti;

 


 

Il colore non è una proprietà dell’oggetto osservato ma il risultato tra luce, percezione visiva ed oggetto. La visualizzazione di un colore avviene attraverso tre aspetti: tonalità, chiarezza e saturazione.

  • Tonalità. E’ data dalla lunghezza d’onda della luce;
  • Chiarezza. Fa riferimento all’intensità del colore;
  • Saturazione. È la purezza del colore, ovvero la lunghezza d’onda nello stimolo percepito;

 

Dalla combinazione tra teorie sulla percezione dei colori e dati sperimentali sono state sviluppate delle linee guida per l’accostamento dei colori nel layout di un’interfaccia:

  • evitare uso di colori saturi agli estremi dello spettro (ex: rosso-blu, giallo-viola), poiché il sistema di percezione ha difficoltà nel mettere a fuoco questi colori contemporaneamente;
  • colori dello spettro blu-viola sono da preferirsi per gli sfondi e da evitare per i messaggi importanti;
  • evitare uso del rosso e verde vicini, poiché abbiamo difficoltà nel percepirli contemporaneamente;
  • preferire il giallo, riconoscibile anche dai soggetti daltonici;
  • usare pochi colori contemporaneamente;
  • associare colori ai significati in modo consistente;
  • usare lo stesso colore per raggruppare oggetti simili;
  • utilizzare colori saturi e brillanti;

 

I colori sono usati spesso come indicatori semantici. I colori caldi dell’arco giallo-rosso evocano atteggiamenti come azione ed urgenza, dunque, da accostare a modalità specifiche come un messaggio di errore.

 

I colori freddi della gamma verde-viola, danno un senso di lontananza e razionalità e sono più appropriati per le attività da eseguire permettendo una maggiore concentrazione.

 


 

L’ultimo elemento utilizzato dalla percezione visiva per ricostruire le immagini è il movimento. Questo aspetto è il più limitato nella percezione umana ed è condizionata dalla forma e dal colore.

 

Un’oggetto animato stimola diversi gruppi di ricettori. Queste stimolazioni non comportano il movimento, piuttosto il movimento è dato dalla stimolazione delle fibre nervose in frazione di tempo differenti. Il movimento è dunque il risultato delle singole stimolazioni che ci danno l’impressione che l’oggetto sia animato.

 

Arhneim osserva che «pur se il movimento viene percepito dal nostro sistema di percezione è comunque determinato dalla struttura del contesto spaziale e temporale. La stessa cosa è valida per le proprietà più specifiche del movimento, come la direzione e la velocità».