La realtà aumentata

Parlare di Realtà Aumentata (AR o Augmented Reality) significa descrivere un fenomeno ormai prossimo ad ogni attività quotidiana. Ma cos’è AR? Una tecnologia concepita su dispositivi mobili e contesti interattivi letteralmente in grado di aumentare la realtà con la sovrapposizione di informazioni digitali nei contesti fisici. Nella fase attuale, in cui ricerca e produzione costano meno, lo sviluppo di AR è prossimo in qualsiasi ambito. Dunque, rendiamo più chiaro il concetto attraverso alcuni esempi e campi di applicazione.

Un turista nel visitare un palazzo storico, un centro commerciale, necessita di avere indicazioni, magari nella propria lingua. In un contesto interattivo di AR, puntando uno smartphone verso un palazzo si ricevono informazioni su attività in sede, sulle offerte speciali dei negozi oppure si può visualizzare una mappa che indica mezzi pubblici, bar, ristoranti o quant’altro.

Trovarsi in una città avendone subito conoscenza, attraverso un semplice dispositivo portatile, non può che aumentarne il fascino stimolando i turisti a visitare più luoghi possibili. Se a tutto ciò coniughiamo un esperienza ludica ed interattiva si comprendono le potenzialità che AR può offrire al settore turistico.

Nel campo entertainment AR ha già visto importanti applicazioni, alcune di successo commerciale come la Wii Nintendo. Questo prodotto ha di fatto stravolto la tradizione dei giochi con joypad. L’interazione con il sistema non avviene più su tasti da spingere ma con movimenti da eseguire nel contesto ambientale. Ciò ha migliorato l’esperienza di gioco aumentandone la percezione di realtà. Il progetto Microsoft chiamato Natal promette un ulteriore passo in avanti: il controller è stato buttato, non c’è ne più bisogno! Il sistema proietta un avatar che replica perfettamente ogni movimento della persona; Natal consente il riconoscimento facciale e vocale. L’era dei controller Wii è già terminata!

Ma AR è già in ogni attività quotidiana. Smart chip ed etichette RFID, forniscono già primi contesti interattivi. Frigoriferi intelligenti leggono etichette dei prodotti, avvisandoci su quelli prossimi alla scadenza. Al supermercato smartphone visualizzano provenienza e dati sulla merce in scaffale.

Facilmente si può conoscere ogni dipendente di un azienda, con una semplice business card. Una scheda con chip che racchiude informazioni professionali su progetti in corso, team di lavoro, interessi, profilo e quant’altro. Ed anche in questo caso non è futuro, il sistema è già stata creata da James Alliban, un dipendente della Creative UK.

La tendenza attuale del web, poi, ha evidenziato il fenomeno dei network sociali, così in Svezia nasce Recognizr, applicazione che combina la capacità di profilazione dei social network con tecnologie AR. L’azienda TAT ha sviluppato un sistema in grado di informaci su una persona, semplicemente con una fotocamera ed una connessione di rete: il software dello smartphone riconosce i lineamenti del volto inviando i dati ad un motore di ricerca online che li associa ad un nome e cognome, fornendo foto, indirizzi, contatti. Nasce come uno strumento per favorire l’immagine professionale, tuttavia le polemiche tra potenzialità e pericolosità sono appena iniziate.

Ma AR può essere utile anche in lavori meno manageriali: pensiamo ad un tecnico che effettua la manutenzione di un impianto e ha bisogno di sapere precise notizie sui pezzi da sostituire. Basta uno smartphone ed in real-time si visualizzano tutte i dati necessari, come effettuare lo smontaggio, la posizione dei pezzi di ricambio, i tempi attesi per ricambi non disponibili e quant’altro. Il riconoscimento avviene come con Recognizr, il sistema fa una foto ed in pochi secondi identifica il pezzo mediante le informazioni sparse in rete. Il tecnico, senza alcuno sforzo, termina il suo lavoro e ringrazia.

Passando al settore commerciale, AR potrebbe semplificare il lavoro di un addetto alle vendite. I negozi non utilizzerebbero più campioni del prodotto, basta creare delle rappresentazioni digitali degli oggetti. Il cliente indossa, comodamente da casa sua, il capo virtuale valutando se la forma è adeguata, il colore abbinabile ad altri oggetti. Negli autosaloni, tecnologie AR simulano le caratteristiche di guida, la capacità di frenata, il cambio, la potenza del motore senza far spostare nessuna auto dal negozio.

AR è vitale, poi, in tutte le attività pericolose ove case history, grafici, simulazioni di eventi, informazioni su caratteristiche e variabili riescono ad essere utili al processo da realizzare diminuendo i rischi per le persone. Le tecnologie di AR sono nate sotto l’interesse di aviazione e corpi militari, ma la diffusione odierna consente impieghi in ambiti sanitari, si pensi alle operazioni chirurgiche, in progettazione edile, con rappresentazioni fedeli degli impianti, in manutenzione di grandi centrali elettriche. Insomma i campi d’impiego sono veramente infiniti. Le potenzialità della rete, la capacità di avere informazioni sempre disponibili non possono che aumentarne lo sviluppo per una rivoluzione che sarà, o meglio, è già, realtà di fatto.