L’attenzione selettiva

Un interfaccia può facilitare le cose o renderle più difficili, molto dipende dalla capacità di attirare l’attenzione dell’utente. Nella psicologia cognitiva il concetto di “attenzione selettiva” è molto importante per la comprensione dell’agire umano; indica un processo che fa concentrare una persona su un oggetto o evento, focalizzando le informazioni rilevanti all’azione da svolgere. La caratteristica principale è che né esiste soltanto uno in un preciso momento.

 

Questa unicità è fondamentale per la sopravvivenza, poiché in situazioni rischiose il processo di attenzione fa essere vigili rispetto all’ambiente circostante pronti ad una eventuale azione; in situazioni confortevoli o poco pericolose si concentra su altri aspetti o particolari.

 

Le implicazioni derivanti dal processo di attenzione selettiva sono fondamentali per realizzare interfacce e/o modalità d’interazioni umane basate sulle caratteristiche della nostra cognizione. Per ogni task, infatti, è importante stabilire se l’interfaccia deve favorire una concentrazione esclusiva sul compito escludendone altri, oppure se è necessario uno stato più vigile facilitando l’esecuzione di più compiti contemporaneamente.

 

Più un sistema interattivo favorisce un apprendimento rapido, più l’attenzione di una persona sarà riservata ai task da svolgere; nei casi contrari l’utente è distratto da ciò che interessa e deve concentrarsi sul funzionamento del sistema. Il processo di attenzione selettiva è condizionato da almeno due elementi: la strutturazione delle informazione e gli obiettivi dell’utente. I nostri obiettivi sono più chiari, quando non vi sono eventi inaspettati che distolgono l’attenzione. Se, infatti, sappiamo cosa cercare e come agire senza disturbi inutili, non ci accorgiamo nemmeno che il sistema comunica con noi.